Conosciamo il bostrico, il parassita che sta devastando le foreste colpite dalla Tempesta Vaia

Il 2021 sarà ricordato come “l’anno del bostrico”, ma in negativo: stiamo infatti per raggiungere il picco della massima diffusione di questo parassita che toglie la linfa vitale agli abeti rossi, condannandoli alla morte in poche settimane. Sono circa 7.000 gli ettari di foresta e circa 3 i milioni di metri cubi di legname danneggiato dal bostrico nelle aree già devastate dalla tempesta Vaia come in Val di Fiemme, Enego e Bosco Pizzotto.

I danni causati dal bostrico sono ingenti per la filiera del legno, pari a circa 350 milioni di euro, ma questa è una vera e propria emergenza ambientale: 11 milioni di tonnellate di CO2 rilasciate dalle foreste decedute, oltre alla CO2 che non sarà sequestrata, pari a quelle emesse mediamente in un anno da 5 milioni di automobili.

Una larva di bostrico che abbiamo trovato tra i tronchi lasciati a terra dalla tempesta Vaia in Val di Fiemme.

Che cos'è il bostrico

«Il bostrico per l’abete rosso è come il coronavirus per l’uomo.
È un parassita molto selettivo, attacca le piante in difficoltà, le popolazioni con meno capacità di reazione, ma poi colpisce anche gli individui sani

Sono queste le dichiarazioni rilasciate da Andrea Bertagnolli, tecnico forestale della Magnifica Comunità della Val di Fiemme, in un’intervista rilasciata poco tempo fa per il quotidiano La Stampa. Il bostrico tipografo (Ips typographus) è un piccolo coleottero in grado di nutrirsi del legno dell’abete rosso, notoriamente molto tenero, e che sta rapidamente espandendosi grazie anche all’indebolimento delle foreste flagellate
dalla tempesta Vaia del 2018.

I danni causati agli alberi

Si tratta di un parassita considerato molto pericoloso, che colpisce principalmente gli abeti rossi, ma attacca anche altre specie come il larice, l’abete bianco e il pino silvestre. Ma che cosa succede all’albero e come riconoscere se si tratta di un bostrico?

L’insetto scava delle gallerie sotto la corteccia portando in poco tempo alla morte dell’albero, che si secca dopo aver perso gli aghi e la corteccia. Gli aghi delle piante colpite iniziano a diventare giallognoli e successivamente color ruggine, per poi cadere al suolo nel giro di alcune settimane, partendo da quelli più in cima. Solitamente il bostrico tipografo attacca e si riproduce nel legno malato o già morto, ad esempio alberi caduti, ceppi o tronchi tagliati: capite perché i tronchi lasciati a terra da Vaia sono una ghiotta occasione per il proliferarsi del bostrico?

Il problema principale di questa epidemia di bostrico è questo: dal momento in cui gli alberi morti e danneggiati iniziano a deperirsi troppo, il bostrico inizia ad attaccare alberi sani, creando danni ingenti ai popolamenti forestali che si erano salvati. E’ così che si passa da una situazione di equilibrio ad un’epidemia di bostrico. Ed è proprio per questo motivo che adottare e piantare un albero in queste foreste è una delle migliori soluzioni per contrastare l’ascesa del bostrico.

Quali soluzioni adottare
per contrastare la diffusione del bostrico?

Impresa molto difficile trovare una soluzione unica per tutti i tipi di boschi e foreste: gli interventi per limitare la diffusione del bostrico si differenziano sulla base della gravità dell’epidemia e secondo le caratteristiche del territorio.

Ma c’è una buona notizia: anche tu puoi fare la tua parte per combattere l’invasione del bostrico, adottando un albero nelle foreste della Val di Fiemme, Enego e nel Bosco Pizzotto. Piantando nuovi alberi, vicino a quelli colpiti dal bostrico, di specie diverse e non “appetibili” per il parassita, possiamo aiutare la foresta a rinascere e ricrescere più in fretta, aiutandola a diventare più forte e resiliente.

Aiutaci a contrastare l’epidemia di bostrico
adottando o regalando un albero
in una delle tre foreste che hanno subito
i danni maggiori.
Le foreste ci fanno bene. Prendiamocene cura.
Enego

Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta tirata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero come sarebbe triste il mondo”, così scriveva Mario Rigoni Stern di questo luogo nel cuore da lui vissuto e raccontato.

Val di Fiemme

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Bosco Pizzotto

Non solo spettatore degli eventi storici ma anche di quelli naturali, il Bosco Pizzotto è stato colpito da  uno dei più gravi eventi climatici degli ultimi decenni, la Tempesta Vaia, che la notte tra il 28 e il 29 ottobre del 2018 ha cambiato per sempre il paesaggio di molte vallate e foreste alpine.