
Ottobre 2026 – Aggiornamenti da Bosco San Lio
L’ultima estate a Bosco San Lio è stata particolarmente dura: siccità prolungata e temperature che in alcune giornate hanno sfiorato i 50 gradi. In alcune zone dell’impianto il Waterbox, da solo, non è bastato a garantire alle piante l’acqua necessaria. Insieme alle persone che si prendono cura del bosco abbiamo quindi studiato una soluzione nuova.
Dal Waterbox all’irrigazione a goccia
Nelle aree più facilmente raggiungibili abbiamo sfilato i Waterbox e posato un impianto di irrigazione a goccia: tubi disposti lungo i filari, con un foro esattamente in corrispondenza di ogni piantina e fissati al suolo con dei sassi. In questo modo non dipendiamo più solo dall’acqua piovana e di condensa, ma possiamo intervenire attivamente portando l’acqua al colletto e alle radici nei momenti più critici. Le piante che hanno trascorso i primi due anni nel Waterbox possono così proseguire la loro crescita.
Ciambelle di radici: una pacciamatura naturale
Aprendo i Waterbox abbiamo trovato una sorpresa: al loro interno le piante erbacee hanno sviluppato fitti apparati radicali, formando vere e proprie “ciambelle” di radici dalla consistenza spugnosa, simile a quella della luffa. Invece di buttarle, le riutilizziamo come pacciamatura naturale attorno alle piantine. Queste ciambelle trattengono l’acqua piovana e di irrigazione, mantengono più fresco di un paio di gradi lo strato superficiale del suolo durante l’estate e ostacolano la crescita delle erbe che competono con le giovani piante.
Un versante che torna a vivere
Bosco San Lio è formato da diversi appezzamenti, ognuno con pendenza ed esposizione differenti, che mettiamo a dimora anno dopo anno. Nell’area piantata a ottobre 2025, più remota e impervia, i Waterbox restano per ora al loro posto: a un anno di distanza le piantine stanno bene e continuano a crescere. Intorno a loro il versante, quasi spoglio un anno fa, si sta ricoprendo di un tappeto di erbe spontanee, finocchio selvatico, olivastro e altri arbusti, che creano le condizioni per la futura rinnovazione naturale delle specie forestali. E proprio mentre giravamo questo video, dopo tanto tempo, a Bosco San Lio è tornata la pioggia.
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Ottobre 2025 – Aggiornamenti da Bosco San Lio
Quest’anno ci siamo concentrati sull’aumento della capacità del suolo di trattenere acqua. Smottando alcune aree, abbiamo creato conche naturali in grado di raccogliere e conservare l’acqua piovana, distribuendola poi alle piante circostanti. Abbiamo anche realizzato bacini e solchi in discesa per massimizzare la disponibilità idrica durante la stagione estiva, imitandone i processi naturali.
Un bosco che cresce
Grazie a queste strategie, il territorio, prima completamente abbandonato, sta lentamente tornando a vita. Bosco San Lio è oggi un’area forestale ricca di biodiversità, con specie diverse che convivono tra loro e con le colture agricole circostanti, consolidando il suolo e preparando il terreno per le future generazioni di alberi.
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Novembre 2024 – Aggiornamenti da Bosco San Lio
Il Bosco San Lio si trova in una delle aree più colpite dalla siccità negli ultimi anni. Per affrontare questa sfida, utilizziamo strumenti innovativi come il Water Box, che rilascia acqua gradualmente per sostenere le giovani piante. Monitoriamo costantemente il progetto, tra segnali positivi e difficoltà. Alcune specie, come pino, cipresso, lentisco e ginestra dell’Etna, stanno dimostrando una grande resilienza. Inoltre, le aree con vegetazione preesistente favoriscono la crescita delle nuove piantine, grazie a migliori condizioni di temperatura e umidità.
Rigenerazione e resilienza in Sicilia
A Bosco San Lio, nel comune di Carlentini, in provincia di Siracusa, immersi tra le vallate dominate dal monte Etna e da coltivazioni di agrumi e ulivi, sta proseguendo il progetto di riforestazione che punta a rigenerare un territorio un tempo dedicato alla coltivazione della mandorla. In questa zona della Sicilia, la siccità è diventata un problema sempre più urgente, manifestando gli effetti concreti della crisi climatica in corso.
Tecnologia e natura per affrontare la siccità
Per far fronte alla carenza d’acqua, stiamo utilizzando un prezioso strumento: il Waterbox. Questo innovativo serbatoio, che contiene 20-25 litri d’acqua, viene posizionato attorno a ciascuna piantina per rilasciare gradualmente l’acqua necessaria durante le prime fasi di attecchimento. Il Waterbox raccoglie anche l’acqua piovana, permettendo alle radici di svilupparsi in profondità e migliorando così la capacità della pianta di sopravvivere alla siccità prolungata.
Adattamento e apprendimento dalla natura
Durante il monitoraggio delle piante, sono emersi segnali positivi che ci guidano verso un approccio sempre più adattivo. Alcune specie, come il pino, il cipresso, il terebinto, il lentisco, l’olivastro e la ginestra dell’Etna, hanno dimostrato una maggiore resistenza alle condizioni estreme, crescendo con successo nonostante la siccità. Inoltre, abbiamo osservato che le piante situate in prossimità della vegetazione preesistente, che fornisce ombra naturale al suolo, resistono meglio grazie a temperature più basse e a un livello di umidità più favorevole.
La lotta contro gli incendi rurali
Un’altra sfida significativa per Bosco San Lio è rappresentata dagli incendi rurali, particolarmente intensi durante i mesi estivi. Per mitigare questo rischio, è stato instaurato un accordo con un allevatore locale che, durante l’estate, porta le proprie vacche al pascolo in un’area delimitata. Gli animali si nutrono della vegetazione erbacea e degli arbusti secchi, riducendo così il combustibile superficiale e limitando la velocità di propagazione degli incendi.
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Novembre 2023 – Aggiornamenti da Bosco San Lio
Nel cuore della Sicilia, vicino a Carlentini, continua il progetto di riforestazione di WOWnature. Su versanti scoscesi e rocciosi, privi di vegetazione, stiamo piantando specie autoctone e da frutto tipiche della zona, come carrubo, lentisco, mirto e alcune querce, tra cui la quercia da sughero, resistente agli incendi.
Piante che attecchiscono nel terreno difficile
Le giovani piante stanno attecchendo bene: le radici si approfondiscono e si ancorano al terreno roccioso, resistendo alle estati siccitose e calde tipiche della zona.
Waterbox e gestione dell’acqua
Per supportare la crescita iniziale, utilizziamo le Waterbox, contenitori circolari che immagazzinano acqua e la rilasciano gradualmente alle radici, limitando l’evapotraspirazione del suolo. Dopo 2-3 anni, quando le piante sono solide, le Waterbox vengono rimosse.
Un bosco che prende forma
Il bilancio del progetto è molto positivo: le piante crescono in sicurezza e il bosco comincia a trasformare un territorio difficile in un nuovo ecosistema rigoglioso.
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