Come scegliamo i nostri alberi

Per rendere più verde una città, per riforestare un bosco andato perduto, per migliorare la biodiversità e le condizioni del suolo è necessario scegliere gli alberi da piantare molto attentamente e con rigore scientifico.

Vi siete mai chiesti come scegliamo i nostri alberi? Perché una specie sì e quell’altra no? Perché usiamo piantine giovani piuttosto che alberi già maturi? Per scoprirlo non vi resta che leggere le prossime righe!

Quando si pratica la riforestazione l’obiettivo è quello di formare nuove aree boscate e quindi ampliare ed eventualmente migliorare le aree boschive già esistenti. Ma per farlo nel modo migliore e sicuro, soprattutto dal punto di vista degli alberi, esistono delle pratiche da seguire e rispettare perché il progetto abbia successo.

Perché scegliamo i nostri alberi ancora giovani

Le piantine piccole, che in gergo tecnico vengono chiamate “semenzali”, sono piantine che hanno 1 o 2 anni. Questi esemplari, essendo nati in vivaio, sono più resistenti alla siccità e agli schianti da vento, quindi generano maggiore sicurezza. Inoltre sono in grado di adattarsi più facilmente al contesto dove vengono piantate e non subiscono traumi da spostamento, rispetto ad alberi più maturi. Piantare alberi piccoli, invece di quelli adulti, permette di diminuire l’uso di acqua e migliorare la logistica per il trasporto, riducendo le emissioni di CO2. Una volta piantati i giovani alberi richiedono meno irrigazione, meno sostegni e meno manutenzione dei loro fratelli maggiori
C’è poi tutta le questione legata all’assorbimento della CO2. Secondo le ricerche più recenti disponibili, si è scoperto che sono proprio le aree in cui le foreste stanno ricrescendo ad aver una maggiore capacità di assorbimento di anidride carbonica rispetto alle foreste più mature (Pugh et al. “The role of forest regrowth in global carbon sink dynamics”). I ricercatori hanno calcolato che le giovani foreste in crescita contribuiscono all’assorbimento del 25 per cento della CO2 totale assimilata.

Perché scegliamo una specie piuttosto che un’altra?

Nel caso del progetto PadovaO2 abbiamo scelto gli alberi in base alla tipicità del territorio e alle loro capacità di adattamento e di assorbimento delle particelle inquinanti come il PM10 (es: l’acero campestre). Abbiamo poi preferito specie che favoriscano la biodiversità, con particolare attenzione agli insetti impollinatori (es. la frangola), nonché specie le cui foglie morte degradano velocemente senza intasare gli scoli dell’acqua (es.il frassino) e specie resistenti alle ondate di calore e agli stress causati dalla crisi climatica (es. il leccio). Il tutto ovviamente tenendo sempre in mente la funzione futura del bosco e i limiti che impone la città come la vicinanza alle case, a linee elettriche, strade e molto altro.

Quali materiali usiamo negli impianti?

Ci impegniamo a ridurre al minimo gli sprechi e il consumo di plastica in tutti i nostri progetti rispettando la natura e lasciandola più “libera” possibile: per questo nei nostri impianti non sono previste targhette di riconoscimento o sistemi di protezione degli alberi (es. shelter) in plastica.

A volte però, in base alle specifiche del progetto, come nel caso di alcuni impianti realizzati a Padova, il telo di plastica serve a proteggere le piantine dalle infestanti e a trattenere l’acqua nel suolo nei primi anni così da permettere una crescita rapida. In aggiunta, il telo permette una facile e rapida manutenzione senza causare danni alle piantine e senza l’uso di prodotti diserbanti di alcun tipo. La plastica viene rimossa quando gli alberi sono abbastanza forti e viene smaltita e riciclata. Al momento non esistono materiali biodegradabili che possano durare in natura almeno 3 anni e che permettano impianti di grande scala.  L’impatto creato dall’utilizzo della plastica è controbilanciato dal fatto che, grazie al telo, i consumi di carburante per le manutenzioni sono ridotti al minimo, i giovani alberi sono protetti e crescono il doppio rispetto alle piante non protette. A questo si aggiunge che, in un contesto cittadino, le aree verdi devono essere gestite in maniera accurata e ordinata e il telo facilita molto questo tipo di lavoro.

Hai altre domande su come realizziamo i nostri progetti?

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