Etna: le eruzioni vulcaniche fanno bene al terreno

Si sono svegliati coperti da uno strato di cenere lavica Catania e molti paesi etnei dopo la violenta e spettacolare eruzione di ieri del vulcano attivo più alto d’Europa. Le eruzioni vulcaniche violente possono causare gravi distruzioni e danni ingenti per la salute e la vita umana, sia in modo diretto sia in modo indiretto. Sembra controintuitivo ma sono proprio le eruzioni vulcaniche che hanno hanno fornito e forniscono il nutrimento per la nostra esistenza.

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Eruzioni vulcaniche: quando il vulcano è fonte di nutrimento

I vulcani riversano ogni giorno nell’ambiente elementi chimici utili e vitali per la vita di ogni essere vivente. A testimoniarlo oggi sono le centinaia di milioni di persone che nel mondo popolano aree vulcaniche attive, spesso esponendosi a rischi elevati. Ad esempio, nella famigerata “Area Rossa attorno al Vesuvio” abitano ben 700.000 abitanti e infatti molto spesso ai vulcanologi viene posta sempre la stessa domanda: “Perché la gente vuole vivere su un vulcano attivo e potenzialmente pericoloso?”
Semplice: l’eccezionale fertilità del suolo vulcanico. Sui vulcani il suolo è prodotto essenzialmente dall’alterazione chimico-fisica delle rocce laviche e dei materiali piroclastici depositati dall’attività esplosiva da parte dell’acqua piovana: quando il suolo si forma in questo modo permette una maggiore produttività agricola unita ad un’ottima qualità dei prodotti della terra; basti pensare agli ottimi vini prodotti da uve coltivate nelle aree vulcaniche italiane, i cosiddetti “vini vulcanici”. La lava, ma più in generale tutti quelli che vengono chiamati prodotti eruttivi, è infatti ricca di tanti minerali diversi che a loro volta contengono grandi quantità e varietà di elementi chimici fondamentali per l’ecosistema terrestre.

L’Etna e gli elementi nutrienti per il terreno

Esiste però anche un rapporto più stretto e diretto tra il vulcano e l’acqua piovana: la pioggia viene arricchita di elementi catturati nel pennacchio gassoso del vulcano sia attraverso la ricaduta di cenere vulcanica sulla superficie terrestre o marina. Le goccioline di pioggia fungono da veri e propri spazzini del cielo, poiché intrappolano particelle di aerosol presenti nel pennacchio vulcanico. Queste particelle si formano per condensazione di alugenuri e solfati prodotti dal degassamento magmatico, hanno dimensioni inferiori al micron e sono arricchite in elementi volatili, soprattutto metalli. Tra i più abbondanti vi sono: oro, boro, bismuto, cadmio, cloro, fluoro, mercurio, zolfo, antimonio, selenio e tallio.

Nel caso dell’Etna, il vulcano attivo piu’ alto in Europa, la quantità di elementi catturati dalla pioggia locale rappresenta solo una minima parte, stimata tra lo 0,1 % e il 5 %, della quantità totale emessa dal vulcano. La maggior parte degli elementi vitali presenti nelle emissioni crateriche del vulcano non ricade infatti sulle sue pendici, ma viene trasportata a grandi distanze dalle correnti d’aria in alta quota e dispersa a scala regionale, continentale o addirittura globale. La quantità di elementi apportati dalla pioggia è tale da modificare in modo significativo la composizione chimica dei suoli e delle acque di falda del vulcano, che in tal modo si arricchiscono di sostanze molto spesso utili e nutritive per la vita vegetale e animale.

Immagine in veri colori del pennacchio eruttivo dell’Etna presa il 29 Ottobre 2002 dal satellite Aqua (NASA) mediante tecnica MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) che mostra la dispersione di ceneri vulcaniche sopra il mare Ionio e parte del Canale di Sicilia (crediti: Jacques Descloitres, MODIS Rapid Response Team at NASA/GSFC).

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Proprio ai piedi dell’Etna abbiamo uno dei progetti più belli e interessanti: la food forest di Saja, una comunità agricola che dal 2011 sperimenta e condivide la possibilità di vivere di agricoltura utilizzando solo metodi naturali grazie alle progettazioni in permacultura. Puoi sostenere la crescita della food forest Saja adottando un sambuco, un melo, un pero ed altri tantissimi alberi da frutto.