Food Forest: uno sguardo da vicino a questo nuovo modello di “foresta commestibile”

La natura non è quasi mai un oggetto di “arredamento urbano”. Foreste e boschi non devono fare da cornice di sfondo alle città, devono essere integrate, protagoniste, utili: vi presentiamo la Food Forest.
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Che cos’è una food forest?

Viene spesso chiamata anche foresta giardino, foresta commestibile e orto-bosco: la food forest è una coltivazione multifunzionale in cui possiamo trovare alberi da legno, piante da frutto, erbe medicinali e officinali, bacche, ortaggi e molto altro, in sinergia con le piante spontanee e gli animali che vivono quel particolare habitat. La food forest può essere realizzata sia da privati cittadini amanti della natura – in un angolo del giardino oppure in estensioni di terreno molto ampie – oppure convertendo un bosco, un’area o un frutteto già esistenti.

Una food forest è una tecnica che simula un ecosistema boschivo coltivando l’area su più strati: erbaceo, arbustivo e arboreo. Al primo piano troviamo gli alberi da frutto mentre ai piani inferiori ci sono arbusti di bacche commestibili, piante perenni e annuali in modo da creare un ecosistema che sia in grado di ottenere una produzione elevata, ma sostenibile, di cibo con una manutenzione minima. Una foresta commestibile potrebbe essere un ottimo sistema per produrre cibo utilizzando poca energia, contribuendo quindi ad armonizzare il rapporto uomo-natura ed il consumo delle nostre risorse. Da una foresta commestibile si può ottenere cibo per noi, per gli animali ma anche legna da ardere e da opera, piante officinali, piante tintoree, materiali per cesteria, fibre.

Progettare e creare una food forest permette di offrire al nostro pianeta una zona di biodiversità, creando un microclima particolare e producendo ossigeno, contrastando l’erosione e intrappolando sostanze organiche, ridonando spazio agli animali selvatici e domestici. Non dimentichiamoci dei benefici sulla nostra salute psicofisica che il contatto con la natura può donare: noi la chiamiamo forestasi, un neologismo che abbiamo creato per indicare la sensazione positiva che si prova quando si è immersi nel verde, una sensazione di benessere difficile da definire, un misto di serenità e felicità, di completezza, armonia.

Food forest e foréstasi sono due concetti intimamente legati: rappresentano e raccontano un luogo in cui meditare, ritrovare sé stessi, giocare, apprendere, ascoltare, imparare ad essere più felici. Investire sulla creazione di spazi urbani destinati ad una foresta commestibile aumenta il valore delle nostre città e restituisce a tutti uno spazio ricreativo, utile, da condividere.

 

Food forest in Italia: la food forest di Saja ai piedi dell’Etna

La crisi climatica, gli eventi atmosferici estremi, gli incendi devastanti e lo sfruttamento delle terre destinate all’allevamento di animali da reddito ci ricordano ogni giorno quanto sia delicato l’equilibrio tra l’uomo e la natura.

Creare nuove foreste e proteggere quelle esistenti è uno dei metodi per lottare contro la crisi climatica e mitigare la perdita di biodiversità. Cambi di stile di vita, scelte alimentari consapevoli e sostenibili ci permettono di proteggerla senza distruggere altre foreste o aggravare problematiche in altri paesi.

Dal 2011, nella food forest di Saja, grazie all’impegno e agli investimenti personali dei fondatori del progetto, è possibile trovare tantissime specie diverse, come arance, limoni, avocado, noci pecan ma anche sambuco, rosa canina ed erbe officinali per infusi e liquori; piante per produrre il miele come acacia e rosmarino, ma anche querce, sorbi olivastri e cotoneaster per creare riparo e nutrire la fauna selvatica.

Ispirato alla bellezza della natura, Saja è un luogo di produzione e contemplazione in cui lavoro e cultura sono i fattori di crescita della comunità. Un laboratorio permanente di sperimentazione tra tecniche antiche e nuove di permacultura, agricoltura naturale, educazione, arte e autocostruzione. In questo video Salvo ci spiega come coltivare le piante di avocado in un terreno vulcanico ai piedi dell’Etna.

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