Grande Muraglia Verde: come salvare l’Africa dalla desertificazione

La Grande Muraglia Verde è un lungo corridoio di foreste, largo 15 chilometri e lungo circa 8mila chilometri che collega l’Africa da Ovest ad Est: è una delle soluzioni messe in piedi dal continente africano per combattere la desertificazione che lentamente sta erodendo chilometri di foreste e che rischia, nei prossimi anni, di peggiorare le vite delle comunità rurali e di tutti coloro basano la propria dieta ed il proprio reddito sui prodotti forestali. Noi di WOWnature, con la collaborazione di AES-CC, stiamo lavorando ad un progetto di un food forest proprio all’interno di quell’area, in Burkina Faso.

Grande Muraglia Verde africana: di cosa si tratta?

La Grande Muraglia Verde dell’Iniziativa per il Sahara e il Sahel (in francese: Grande Muraille Verte pour le Sahara et le Sahel; in inglese: The Great Green Wall of the Sahara and the Sahel Initiative, GGWSSI in acronimo) è un’iniziativa africana messa in piedi per lottare contro gli effetti del cambiamento climatico globale e della desertificazione. Guidata dall’Unione Africana, l’iniziativa ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita di milioni di persone attraverso l’impianto di differenti specie arboree che, formando una vera e propria cintura verde tra il Nord Africa, il Sahel e il Corno d’Africa, saranno in grado di fermare la desertificazione, creare un habitat autoctono per la fauna, offrire riparo, risorse alimentari e idriche per le comunità rurali.

Fu il biologo Richard St. Barbe Baker, nel 1952, durante una spedizione nel Sahara, il primo a proporre una “barriera verde” per opporsi all’avanzata del deserto: la sua idea per contenere il deserto era quella di realizzare una lunga fascia alberata larga 50 km. È stata approvata dalla Conferenza dei capi di Stato e di Governo della Comunità degli stati del Sahel e del Sahara nel corso della loro settima sessione ordinaria tenutasi a Ouagadougou, in Burkina Faso nel giugno 2005.

Durante la nostra ultima missione in Burkina Faso abbiamo visitato il Parco di Ouaga: assieme a Manitese e Acra, due ONG Italiane, stiamo collaborando ad un progetto di riforestazione, una vera e propria food forest di circa 1 ettaro che costituisce una parte della Cintura verde di Ouaga, una sorta di grande anello verde che si sta creando a Ouagadogou, la capitale del Burkina.

La posta in gioco è davvero notevole: fermare la desertificazione creando nuove foreste, creando un lungo corridoio verde, largo 15 chilometri e lungo circa 8mila chilometri che colleghi l’Africa da Ovest a Est, da Dakar alla Repubblica del Gibuti. Pensate che in quest’area vivono oltre 228 milioni di abitanti su una superficie che si estende per 780 milioni di ettari, più del doppio rispetto alla superficie dell’India. Moltissime di queste zone deserte potrebbero essere salvate se venissero piantati nuovi alberi, nuove foreste, food forest e terreni coltivabili. Un ripopolamento importante, con la conseguente creazione di occupazione e quindi nuovo reddito che potrebbe permettere alle comunità africane di raggiungere l’autosufficienza alimentare e trovare nuovi canali per la vendita dei prodotti derivati dei frutti: burro di karité, il superfood moringa ma anche il baobab e il neré.

 

Il nostro progetto di riforestazione sociale in Burkina Faso

Con l’obiettivo di dare vita a un processo di empowerment femminile capace di supportare la comunità locale per renderla autosufficiente stiamo lavorando a un progetto di riforestazione sociale che ti permette di adottare delle specie fondamentali per la sussistenza dei villaggi.

Il Baobab, il Karité, la Moringa, il Neré sono tutte specie che, oltre a lottare contro la desertificazione, contribuiscono alla formazione delle donne burkinabé rispetto alla cura e alla lavorazione dei frutti di questi alberi in prodotti finiti, a uso sia alimentare che cosmetico. Questo “Progetto per il miglioramento delle condizioni nutrizionali di donne e bambini nei distretti sanitari di Garango e Tenkodogo, Burkina Faso” (Cod. n. 11874) è nato in collaborazione con l’ONG italiana AesCcc ed è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
La donna in Burkina Faso rappresenta il pilastro delle comunità rurali dato che costituiscono la stragrande maggioranza della forza lavoro. Gli alberi che verranno piantati saranno gestiti dall’Unione delle donne di Garango ed i prodotti derivati saranno commercializzati nel mercato locale e nella capitale, Ouagadogou. Il progetto ha l’obiettivo di trovare nuovi canali di vendita e distribuzione per i prodotti cosmetici come il burro di karité, olio di baobab e olio di moringa. Inoltre, il team aiuterà le comunità locali a ottimizzare la lavorazione e trovare una certificazione adatta a valorizzare la sostenibilità dei prodotti realizzati.
Adottando un albero in Burkina Faso potrai contribuire alla nascita della food forest, aiutando la comunità locale a diventare autosufficiente dal punto di vista alimentare e trovare nuovi canali di vendita per i prodotti come il burro di karité e molti altri prodotti cosmetici, 100% bio e naturali.