Moda sostenibile: perché si parla di ecosostenibilità nella fashion industry?

L’industria tessile e dell’abbigliamento ha molti lati positivi: è veicolo di stile, design e funzionalità, fa sognare ad occhi aperti, permette di esprimere la propria personalità e creatività. La stessa industria, tuttavia, provoca un forte inquinamento ambientale, genera un’impronta ecologica non sostenibile e contribuisce in modo importante alle emissioni globali di gas serra con 1,7 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. L’industria della moda e quella tessile si trovano di fronte ad una sfida epocale: raggiungere l’obiettivo della carbon neutrality.

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Moda sostenibile e carbon neutrality: il nuovo obiettivo della fashion industry

La carbon neutrality è il nuovo obiettivo della Fashion Industry nell’ottica di ridurre le emissioni e diventare moda sostenibile: il covid ha certamente rallentato i piani che diversi brand avevano messo in campo, ma nei prossimi anni chi vorrà distinguersi dalla concorrenza ma soprattutto contribuire alla mitigazione delle emissioni di CO2 dovrà partire proprio da qui, dalla carbon neutrality. Un dato molto importante su cui riflettere è che per ridurre le emissioni di CO2 – o addirittura azzerarle – queste devono essere misurate: la ricerca della carbon neutrality può rappresentare, quindi, anche un antidoto al greenwashing.

Quanta CO2 emette la moda nell’atmosfera?

Secondo una ricerca di Global Fashion Agenda il 10% delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera sono legate al fashion: il 10% è tanto, tantissimo. Emissioni destinate ad aumentare drasticamente – anche oltre il 50% entro il 2030 – se non si interviene. Brand come Gucci, Burberry, Adidas, hanno già lanciato dei progetti che vanno in questa direzione ma, come abbiamo già detto, è complesso realizzare l’obiettivo della carbon neutrality, perché per azzerare le emissioni, queste devono essere misurate e, per farlo, è necessario conoscere molto bene l’intera catena di produzione del valore: in altre parole, conoscere l’intero processo produttivo dell’azienda, una sfida veramente complessa per quei brand che hanno centinaia o migliaia di fornitori da monitorare.

Sostenibilità e acquisti consapevoli: qual può essere il nostro ruolo da consumatori?

Come già riportato più sopra, il settore tessile contribuisce in modo significativo alle emissioni. Con le sue 1,7 milioni di tonnellate di CO2 all’anno è tra le industrie più inquinanti del pianeta, richiede un elevato consumo idrico, inquina le acque e produce ogni anno circa 2,3 miliardi di tonnellate di rifiuti: questi sono solo alcuni dei dati che che qui, per brevità, vogliamo condividere con voi. A questo va aggiunto il forte aumento del consumo mondiale di capi di vestiario, raddoppiato tra il 2000 e il 2014.

Oggi nel mondo si acquistano in media cinque kg di vestiti all’anno pro capite. In Europa e negli Stati Uniti il consumo è tre volte più elevato, arrivando a circa 16 kg a testa, una tendenza che sembra non aver fine: secondo le previsioni, il fabbisogno di abbigliamento continuerà a crescere, passando da 62 milioni di tonnellate nel 2015 a 102 milioni nel 2030.

Un rapporto del WWF – ma dovremmo saperlo già tutti quali sono le nostre responsabilità – ci suggerisce come i consumatori possono contribuire ad abbassare l’impatto ambientale del settore fashion. Alcuni esempi potrebbero essere questi:

  • Acquistare meno vestiti
  • Semplificare lo stile di abbigliamento, ad esempio utilizzando capi di qualità – no, quelli non passano mai di moda – arricchiti da accessori e articoli di seconda mano
  • Tenere con cura gli abiti, rammendare all’occorrenza
  • Acquistare abbigliamento usato, scambiare outfit, noleggiare vestiti o portarli a riciclare
  • Acquistare articoli biologici o altri prodotti di qualità
  • Scegliere brand che sono già sulla buona strada verso la Carbon Neutrality

 

Vuoi conoscere di più sul tema?
Partecipa al webinar “Il Fashion che lotta contro la crisi climatica: la carbon neutrality come obiettivo”

La mitigazione massima delle emissioni di CO2 e la compensazione di quelle restanti è la strada per tutte le aziende del fashion che vogliono davvero dare il proprio contributo alla sostenibilità del settore, le iniziative al di fuori di questo obiettivo sono più utili al marketing che all’ambiente. Giovedì 28 gennaio dalle 10.30 terremo un webinar che avrà questa tematica ed i seguenti relatori:

  • Lucio Brotto | Director Business Development di ETIFOR
  • Davide Bulgarelli | CEO della Bulgarelli Production, prima e unica azienda del settore a raggiungere il traguardo Carbon Positive
  • Michele Novak | Research and Technical Assistant FSC Italia

Per partecipare basta iscriversi al webinar cliccando il pulsante qui sotto.