Aggiornamenti dalla Val di Zoldo

Stiamo continuando il monitoraggio delle aree WOW, anche di quelle che sono state colpite – fortunatamente – in modo “lieve” dalla tempesta Vaia; tuttavia, date le caratteristiche dei danni provocati dalla tempesta, abbiamo dovuto dedicare più tempo.

La scorsa estate, come vi abbiamo raccontato l’ultima volta, le attività in Val di Zoldo si sono concentrate sul ripristino e la messa in sicurezza delle strade e della viabilità in vista della stagione turistica. A diversi mesi di distanza tanti lavori sono stati completati ma c’è ancora molto da fare!

Fortunatamente questa valle è stata colpita meno intensamente dalla tempesta Vaia, rispetto ad altre aree montane dell’Italia settentrionale, ma le caratteristiche dei danni subiti dalle foreste hanno reso i lavori di sistemazione lenti e complessi. Infatti la grandezza e le peculiarità dei boschi da ripristinare (aree di piccole dimensioni sparse lungo un territorio complesso dal punto di vista della viabilità e dell’accesso ai boschi) hanno causato un altro problema: è difficile trovare ditte boschive disposte a intervenire sobbarcandosi costi di intervento molto alti e procedure macchinose.

Riassumendo, le principali problematiche legate al recupero delle piante a terra sono:

  1. L’accesso alle aree di intervento. Si tratta, in alcuni casi, di zone con pendenza elevata e mancanza di strade forestali che possano permettere di svolgere il lavoro in modo sicuro e sostenibile.
  2. Non è semplice reperire ditte boschive quando si tratta di aree di piccola scala come nello zoldano, perché economicamente meno vantaggioso rispetto a lavorare su grandi superfici danneggiate. Questa situazione sta rallentando i lavori di sistemazione, così facendo il materiale rimane in bosco più a lungo e sarà più facilmente soggetto a problemi fitosanitari causati da funghi o insetti del legno e perderà valore. Inoltre, verranno rallentate anche le operazioni di imboschimento e di conseguenza anche la fornitura di servizi ecosistemici da parte quei boschi.
  3. Saturazione del mercato del legname. Avendo tanto materiale disponibile nel mercato, risulta difficile vendere tutto il legname recuperato.

Prossimi passi

Grazie a tutti voi rinascerà il bosco in località Pra de Val (vicino a Forno di Zoldo): i nostri esperti hanno selezionato questa foresta fra quelle colpite più duramente perché ha un’importante funzione protettiva e ricreativa perché attraversata da un sentiero CAI al momento interrotto.

Il programma era di realizzare un impianto “sperimentale” (introducendo il larice e aumentando così la biodiversità e la resilienza della foresta) questa primavera ma, come spesso accade, la vita ci ha sorpreso e l’emergenza sanitaria ci ha costretti ad annullare momentaneamente gli interventi e ovviamente tutti gli eventi pubblici.

Abbiamo però deciso di non abbatterci e di sfruttare questo periodo per coinvolgere ancora più persone: dopo aver lavorato sodo abbiamo trovato una famiglia adottiva agli alberi da piantare in Val di Zoldo e stiamo preparando la giornata di impianto prevista per l’autunno 2020.

Ancora un po’ di pazienza e il nuovo bosco prenderà vita: in autunno ripartiremo in quarta, alla faccia del Coronavirus.