Bosco Ralser

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Se ci si fermasse ad ascoltare il lavoro delle radici, chi riuscirebbe a dormire?” si chiede lo studioso Fabrizio Caramagna.

Già, perché nella calma apparente del Bosco Ralser si nascondono in realtà un’infinità di attività che a volte nemmeno possiamo immaginare. Si lavora senza sosta. Lavora senza sosta il picchio, che fa sempre un gran baccano, per questo non sta molto simpatico ai suoi vicini di albero. Lavora senza sosta lo scoiattolo, per mettere da parte le provviste per l’inverno.

Ma soprattutto, lavorano gli alberi: loro sono di poche parole, ma instancabili. Sono loro infatti che ogni giorno aspirano, aspirano e aspirano ancora la CO2, quel gas responsabile dei cambiamenti climatici, e gli inquinanti dell’autostrada, rilasciando al loro posto ossigeno e aria pulita. Con le loro radici proteggono le nostre strade dalla caduta dei sassi, mentre sul tronco e sulle chiome offrono riparo ai numerosi abitanti della foresta e ombreggiano la sorgente mantenendo l’acqua piacevolmente fresca e pulita.

Il Bosco Ralser non è vanitoso, non lo sentirai mai millantare il suo lavoro, così come non sono vanitosi i lavoratori di WaldPlus che da anni si prendono cura dei suoi alberi. Però, se ti capita di passare da quelle parti, prova ad avventurarti lungo i percorsi escursionistici che la attraversano e presta attenzione all’armonia perfetta con la quale la foresta lavora.

Se tendi l’orecchio, forse puoi anche ascoltare il suono delle radici…

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