Bostrico: nelle foreste colpite da Vaia si lotta contro un parassita

Sulle Dolomiti e sulla montagne del Trentino, del Veneto e di altre regioni dell’arco alpino questo 2021 sarà ricordato come “l’anno del bostrico”: stiamo infatti raggiungendo il picco della diffusione di questo insetto che toglie linfa agli abeti rossi. L’allarme era stato lanciato subito dopo la tempesta Vaia che, nel 2018, ha schiantato alberi per un’estensione pari a 70.000 campi da calcio. Questo attacco parassitario su larga scala era già stato ampiamente annunciato.

Le foreste dell’arco alpino colpite dalla tempesta Vaia, in particolare gli alberi abbattuti il cui legname è rimasto a terra, si trovano a dover affrontare un’altra “pandemia”. A minacciare le foreste è un parassita che sta destando innumerevoli preoccupazioni: si tratta del Bostrico (Ips typographus), un insetto scolitide “xilofago” (ovvero ”mangiatore di legno”), le cui larve si sviluppano e si alimentano sotto la corteccia degli abeti rossi in precarie condizioni di salute, compromettendo definitivamente la possibilità di ripresa dell’albero stesso e la rigenerazione della foresta circostante.

La consapevolezza che accadimenti climatici estremi, come quelli della Tempesta Vaia, si stanno ripetendo e continueranno a ripetersi in tutta Europa con frequenza sempre maggiore, impone di agire subito, attraverso attente valutazioni dell’evoluzione e del futuro di quelle che un giorno saranno nuove foreste che ci troveremo a dover gestire, curare, proteggere.

Le foreste, anche quelle colpite dalla tempesta, non sono tutte uguali: ci sono foreste che hanno subito maggiori danni e altre che, invece, hanno mantenuto un certo equilibrio. Per queste foreste la presenza del bostrico deve essere inteso come un “meccanismo naturale”; il bostrico fa ciò che deve fare, ovvero pulisce i boschi dagli alberi schiantati aggredendo il legno rimasto a terra. Quando questo equilibrio viene meno, però, si assiste ad un fenomeno che inizia a diventare davvero allarmante: in queste situazioni il bostrico si sta diffondendo anche su piante apparentemente sane. La conseguenza è che il bostrico sta, pian piano, attaccando alcune foreste in maniera esponenziale.

Ma l’emergenza bostrico si è fatta ancora più evidente e pressante in questi ultimi mesi estivi: i danni si vedono e si “toccano con mano” e lo dimostrano vaste chiazze di bosco ingiallite dovute alle piante sofferenti o già morte. Dalle Dolomiti bellunesi ai comprensori forestali di Friuli, dai boschi del Trentino a quelli dell’Alto Adige i danni provocati dallo xilofago sono sotto gli occhi di tutti. Oltre a questo, i lunghi periodi di siccità che si sono registrati negli ultimi mesi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, hanno favorito il proliferarsi, la riproduzione e la diffusione di questo devastante insetto.

Nel video qui sopra potete vedere una larva di un bostrico trovata durante l’impianto a Livinallongo del Col di Lana del 16 ottobre 2020. Nelle prossime settimane vi daremo ulteriori aggiornamenti sull’avanzamento del bostrico e sullo stato delle foreste in cui andremo a realizzare gli impianti. Proteggere le foreste esistenti è essenziale per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici: anche tu puoi aiutarci a gestire responsabilmente e secondo i valori di scienza, etica, innovazione e buona governance le foreste esistenti, patrimonio di biodiversità, patrimonio di tutti.

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