Permacultura: l’equilibrio perfetto tra uomo e natura

Metodologia radicalmente interdisciplinare, ancora molto poco conosciuta e praticata in Italia, la permacultura diventa uno stile di vita oltre che un particolare approccio al cibo, alla terra, all’ambiente: che sia l’inizio di un nuovo rapporto di equilibrio uomo-natura? Cerchiamo di rispondere alla domanda insieme.

Innanzitutto: che cos’é la permacultura? Possiamo definirla come un insieme di pratiche fondate sulla progettazione di “insediamenti umani ecosostenibili” in cui l’attività agricola assume un ruolo fondamentale. La centralità dell’agricoltura e la massima attenzione al territorio ed alla sua salute possono essere considerati come i due principi cardine della permacultura. Bill Mollison e David Holmgren, i padri fondatori dei principi di base della permacultura, sono partiti da questa domanda: come fanno i boschi ed i pascoli naturali a rinnovarsi automaticamente senza l’aiuto dell’uomo e quindi di concimi, lavorazioni ed altri interventi?

Da questa domanda i due ricercatori hanno messo nero su bianco i principi base della permacultura, termine che nasce dalla fusione dei termini «permanent» e «agricolture»: l’obiettivo era rendere chiara la necessità di passare da un sistema di colture tradizionale ad un sistema simile a quello degli ecosistemi naturali, ottenendo colture pluriennali a basso consumo di energia fossile e minor impiego di forza lavoro.

A differenza di come potrebbe sembrare da una prima lettura, la permacultura non è adatto solo a chi vive in campagna, possiede un’azienda agricola  un ecovillaggio; lo testimoniano gli ambizioni progetti di permacultura urbana che mirano a realizzare progetti di autosufficienza alimentare ed energetica all’interno delle aree urbane in diverse città italiane. E’ ovvio che la permacultura richiede un impegno di energie non indifferente e all’inizio lo scoglio è rappresentato dal dover imparare molte informazioni e pratiche necessarie al suo sviluppo; tuttavia, è possibile sostenere la “cultura alla permacultura” con piccoli orti domestici, sostenendo i GAS – gruppi di acquisto solidale – ed iniziando ad acquistare da qualche piccolo agricoltore locale.

Permaculture Research Institute ed i suoi 3 principi: prenditi cura del pianeta come un organismo a sé stante, prenditi cura di te stesso e delle altre persone, crea abbondanza e condividila. Fare permacultura significa in primis cercare di trovare una serenità interiore da poter trasferire agli altri, ricordandoci sempre che facciamo parte di un sistema molto più vasto che deve ritrovare il proprio equilibrio. Se non siamo in pace con noi stessi come possiamo pensare di fare del bene al nostro pianeta?

Troppo spesso, infatti, siamo troppo preoccupati dalle sorti del nostro pianeta che ci blocchiamo e rimaniamo in attesa che le cose cambino e migliorino; ci sentiamo a volte inutili o comunque sentiamo che le nostre azioni possano difficilmente avere un impatto concreto ed a breve termine. In altre parole, spesso non sentiamo di fare parte di questo pianeta e ci limitiamo nelle nostre azioni quotidiane. La pratica della permacultura potrebbe essere l’inizio di un nuovo viaggio per riscoprire se stessi attraverso azioni concrete che portino benefici a noi ed alle persone che ci stanno intorno.

La permacultura, nel suo significato più ampio, può essere considerata come l’arte di tessere relazioni utili ed esaltare sinergie esistenti tra gli elementi naturali, risorse e attività umane con l’intento di contribuire alla creazione di una società ecosostenibile in grado di apprendere dalla natura a valorizzare la biodiversità. La permacultura è strettamente collegata anche al concetto di food forest, detta anche “foresta commestibile”: ne parliamo in questo raccontoWOW dedicato al tema.