Come piantiamo in città

Perché i nostri boschi urbani siano resilienti e crescano velocemente, progettiamo ogni impianto con cura. Ecco come.

Un bosco, in natura, è un mosaico di individui, dove ognuno ha il proprio spazio e il proprio ruolo. In gergo tecnico viene definita “cenosi”, ovvero un’associazione di piante che crescono in un determinato ambiente e sorretta da determinati equilibri. Pur appartenendo a specie differenti, queste stabiliscono un legame che permette loro di sopravvivere, anche competendo per le risorse.

Nel momento in cui si decide di ricreare un bosco in un’area alterata dall’uomo e dove l’effetto antropico si è fatto sentire per decenni, è quindi fondamentale accompagnare e velocizzare quello che accadrebbe spontaneamente in natura.

Perché piantiamo centinaia di alberi tutti insieme?

La natura andrebbe a ricreare un bosco seguendo fasi differenti che richiederebbero decenni per arrivare a maturità.

Se, semplificando, dovessimo spiegare come nasce un bosco “naturale” lo racconteremmo così: all’inizio nascono i rovi e le specie a rapido accrescimento (come i pioppi, i salici, ecc.) che creano una boscaglia molto fitta con 5mila, 10mila piantine per ettaro. Dopo una cinquantina d’anni comincerebbero ad arrivare le prime specie del bosco maturo come i carpini, le querce, gli aceri. Per avere un bosco tipico della pianura padana, ovvero un querco-carpineto, dovremmo aspettare almeno 200 anni. Ma la crisi climatica che stiamo vivendo oggi non ci dà tutto questo tempo.  È quindi essenziale agire velocemente; per questo facilitiamo la natura allo scopo di creare, quanto più velocemente possibile, un nuovo bosco perenne resistente e funzionale. Ogni area WOW ha caratteristiche precise e differenti che, al momento della progettazione, vengono prese in esame da dottori forestali esperti prima di decidere come realizzare l’impianto.

Perché, in città, piantiamo gli alberi in fila e non sparsi?

Piantiamo gli alberi in fila, mantenendo una distanza di circa 3-5 metri fra i filari, per permettere una rapida manutenzione nel corso dei primi anni. Nel corso dei prossimi 50-80 anni gli alberi che abbiamo piantato creeranno dei nuovi semi che diventeranno, a loro volta, piante che cresceranno in una disposizione sparsa e naturale. Se la disposizione fosse casuale le manutenzioni sarebbero molto difficili e lunghe e questo ci costringerebbe a emettere grandi quantità di CO2 e PM10 dovuti, ad esempio, all’impiego di mezzi come il decespugliatore.

Ovviamente quando parliamo di impianti a filari o comunque “regolari” ci riferiamo unicamente all’ambiente urbano; in montagna e in altre aree naturali gli impianti WOW non seguono queste logiche perché la crescita e la gestione dei boschi sono realizzate con tempi, strumenti e metodi differenti.

Perché, in città, piantiamo gli alberi vicini uno all’altro?

In città piantiamo un numero elevato di alberi in ogni area per avvicinarci a quello che farebbe la natura in una prima fase di crescita del bosco: circa 1.500-2.500 tra alberi e arbusti per ogni ettaro. Un altro vantaggio di piantare alberi vicini fra loro (0,5-2 metri) è che, con il rapido avvicinarsi delle chiome (e all’ombra da loro generata), si evita che le piante infestanti possano crescere troppo, rallentando così lo sviluppo dei nostri alberi. Inoltre, essendo vicini, le loro radici entrano in contatto velocemente e lavorano assieme non per il benessere della singola pianta ma per quello dell’intera foresta.

Per questo motivo, quando necessario, utilizziamo anche soluzioni per proteggere le piantine dalle infestanti e a trattenere l’acqua nel suolo nei primi anni.

Hai altre domande su come realizziamo i nostri progetti?

Continua a seguirci e consulta la sezione FAQ del nostro sito =) e leggi anche il nostro post su come scegliamo i nostri alberi