Pomì

Il pomodoro di Pomì nasce nel 1982 in provincia di Parma e diventa subito un’icona grazie al suo packaging innovativo. Sinonimo di filiera corta, italianità, tracciabilità del pomodoro, sostenibilità dei processi produttivi e di trasformazione, l’azienda è attenta non solo alla sicurezza dei propri consumatori, ma è anche rispettosa dell’ambiente monitorando tutte le fasi di lavorazione – coltivazione del pomodoro, raccolta, conferimento e trasformazione – con un approccio responsabile nei confronti del territorio e della salute dei consumatori.

Pomì ha deciso di aderire al progetto di riforestazione di WOWnature a San Colombano (MN) perché da sempre la sostenibilità ambientale, sociale ed economica è un tema centrale della filosofia aziendale e soprattutto perché l’azienda ha un legame molto stretto con il territorio in cui opera.
Molti dei soci agricoltori dell’azienda, infatti, vivono e coltivano il pomodoro da cui nasce Pomì, tra le province di Cremona e Mantova, e sono coinvolti in iniziative di innovazione, imprenditorialità e valorizzazione del proprio territorio

Uno dei primi obiettivi di Pomì è quello di restituire valore all’ambiente e alla società, contenendo e mitigando l’impatto ambientale delle attività produttive, promuovendo la cultura della sostenibilità e l’amore per il territorio – e per il fiume – per consegnare un mondo migliore alle future generazioni, proteggere il territorio e favorire la biodiversità.

Aree attive

Il Parco San Colombano si estende su una superficie di circa 730 ettari nel comune di Suzzara, nella golena prospiciente gli abitati di Riva e Tabellano. L’area ospita vasti boschi ripariali di recente realizzazione, pioppeti, seminativi, saliceti spontanei, sabbioni, zone umide in corrispondenza di vecchie cave di argilla e “bugni”

Parco di San Colombano

Il Parco San Colombano si estende su una superficie di circa 730 ettari nel comune di Suzzara, nella golena prospiciente gli abitati di Riva e Tabellano. L’area ospita vasti boschi ripariali di recente realizzazione, pioppeti, seminativi, saliceti spontanei, sabbioni, zone umide in corrispondenza di vecchie cave di argilla e “bugni”

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