Due anni dalla tempesta Vaia: il video racconto del nostro impegno sul campo

Sono ormai passati due anni quella notte tra il 28 ed il 29 ottobre che ha sconvolto più di 500 comuni montani, modificando il paesaggio ed i sentieri di alcuni dei luoghi più suggestivi d’Italia: la tempesta Vaia, in soli 5 minuti, è riuscita ad abbattere qualcosa come 70.000 campi da calcio scavando una profonda ferita nel territorio e nel cuore delle persone. In questi due anni abbiamo iniziato molti progetti di riforestazione nelle aree colpite dalla tempesta Vaia; abbiamo incontrato aziende, forestali, volontari, appassionati e tantissimi cittadini che si sono rimboccati le maniche ed hanno deciso di supportarci in questi ambizioni progetti. Il video racconto di questi due anni lo dedichiamo soprattutto a loro.

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Che cosa ci ha insegnato Vaia?

La nostra percezione di boschi e foreste è cambiata ed ora siamo più consapevoli del valore intrinseco che la natura possiede: per noi, per gli altri, per i nostri figli e per le generazioni future. Forse la pandemia ci sta facendo aprire gli occhi facendoci riscoprire significati che, probabilmente, abbiamo già dentro di noi e che aspettavano solo di essere risvegliati.

Abbiamo notato e sentito questo sentimento tra le persone che abbiamo incontrato, una sensazione che si traduce in una necessità di ritornare a preservare boschi e foreste; l’abbiamo capito parlando con le persone, con i forestali, le aziende, i cittadini e non solamente guardando sconcertati il paesaggio desolato che Vaia ha lasciato da quella notte e ricordando com’era prima il bosco. L’eredità che ci ha lasciato Vaia possiamo e dobbiamo guardarla da un punto di vista positivo: ci costringe a ripensare diversamente gli alberi, i boschi ed i paesaggi che abbiamo sempre considerato immortali, forti, immutabili.

Sono bastati 5 minuti con raffiche di vento mai viste prime per spazzare via tutta la nostra sicurezza ma, anche per questo motivo, non dobbiamo dimenticarci della lezione che abbiamo imparato: dobbiamo prenderci cura dei nostri boschi e delle nostre foreste perché il patrimonio che ci lasciano in eredità è immenso.

Val di Fiemme

La Magnifica Comunità di Fiemme è conosciuta in tutto il mondo per l’eccellenza e il pregio delle sue foreste e dei suoi abeti di risonanza utilizzati per gli strumenti musicali. Le stupende vallate che ospitano queste floride foreste, fondamentali per l’economia locale montana, hanno subito ingenti danni durante la tempesta che ha colpito l’arco alpino a ottobre 2018.

Enego

“Ma ci saranno ancora degli innamorati che in una notte d’inverno si faranno trasportare su una slitta tirata da un generoso cavallo per la piana di Marcesina imbevuta di luce lunare? Se non ci fossero come sarebbe triste il mondo”, così scriveva Mario Rigoni Stern di questo luogo nel cuore dell’altopiano dei sette Comuni da lui vissuto e raccontato.

Livinallongo del Col di Lana

Livinallongo del Col di Lana è una delle principali valli ladine delle Dolomiti Venete, incastonata tra i grandi gruppi montuosi del Sella, della Marmolada e delle Dolomiti Ampezzane. Una valle fatta di ripidi pendii e piccoli paesi di legno e pietra tuttora lontani dalla vita moderna delle città, dove le tradizionali attività agrosilvopastorali restano l’elemento chiave di connessione tra uomo e natura.