
Aggiornamenti dall’Oasi di Crosara
Maggio 2026 – Aggiornamenti dall’Oasi di Crosara
A due anni dai primi interventi, l’area non è più solo un cantiere forestale, ma un ecosistema che sta dimostrando tutta la sua capacità di sviluppo lungo le sponde del fiume Brenta.
Crescita oltre le aspettative
I monitoraggi di questa primavera rivelano dati sorprendenti: laddove il suolo è più profondo e c’è meno ghiaia, gli impianti del 2023 e del 2024 hanno mostrato una risposta eccellente. Questo sviluppo è evidente nei salici, che hanno già raggiunto i due metri di altezza, superando le medie di crescita tipiche della specie grazie all’ottima umidità del terreno.
Il consolidamento della sponda
Nelle zone con più sassi, le radici fanno più fatica. Qui la nostra strategia prevede di mantenere temporaneamente l’erba alta: l’ombreggiatura protegge il terreno dal sole e riduce lo shock da trapianto. Questo approccio unisce l’impianto alla tutela della rinnovazione naturale, cioè delle piante nate spontaneamente dai boschi vicini, creando una sponda compatta e ricca di biodiversità.
Cinque anni di cura: la chiave del successo
Il segreto risiede nella continuità. La nostra strategia prevede piani di manutenzione ordinaria con sfalci mirati per azzerare la competizione dell’erba. È questo rigore, unito al sostegno di chi adotta gli alberi, a trasformare l’investimento in una barriera naturale permanente.
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Ottobre 2024 – Aggiornamenti dall’Oasi di Crosara
Nell’Oasi di Crosara, stiamo continuando il lavoro di ripristino ambientale con specie autoctone. Nonostante il terreno sassoso e sabbioso, le piante stanno crescendo bene, grazie anche a un’attenta manutenzione estiva.
Continua manutenzione per assicurare la crescita delle piantine.
Nel 2023, all’Oasi di Crosa (VI), abbiamo piantato nuovi alberi con l’obiettivo di costruire un corridoio ecologico lungo il fiume, impiegando specie locali come salici, pioppi e frassini. Questi alberi e arbusti sono noti per la loro capacità di stabilizzare le rive, prevenire l’erosione e fornire un habitat ideale per la fauna locale.
Nella scorsa estate qui abbiamo sfalciato le erbacce per assicurare alle radici delle piante una maggiore disponibilità di acqua e abbiamo anche effettuato quella che viene chiamata irrigazione di soccorso, ovvero un’irrigazione che viene fatta, se necessario, per garantire acqua e alle piantine.
Durante la nostra visita abbiamo constatato che molte delle piante messe a dimora lo scorso anno si sono adattate bene al suolo difficile e alle condizioni ambientali del luogo, come spiega Chiara: “In generale, il successo è stato buono, con alcune piante che hanno mostrato accrescimenti maggiori grazie alla loro capacità di adattarsi rapidamente al terreno sassoso e alla vicinanza al fiume.”
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