
L’Italia è un Paese sempre più verde: negli ultimi anni la superficie boschiva è aumentata fino a coprire circa il 38% del territorio nazionale, superando la soglia dei 10 milioni di ettari. Ma basta questo dato per dire che la sfida ambientale è vinta? Davanti a una crescita così rapida, molti si chiedono: quanti boschi ci sono in Italia e perché dovremmo continuare a piantare nuovi alberi se la natura sembra fare da sé?
La realtà è che un aumento della superficie boschiva non garantisce foreste sane o resilienti. Spesso, quando la natura cresce spontaneamente, non riesce a farlo abbastanza velocemente o nel modo corretto per rispondere alla crisi climatica. In questo articolo, e nel video approfondimento, esploreremo i dati reali del patrimonio forestale italiano e capiremo perché la gestione forestale attiva sia oggi un pilastro fondamentale per proteggere il territorio
Qual è la percentuale di boschi in Italia?
I numeri confermano che siamo tra i Paesi europei con la crescita forestale più rapida. Ma qual è la regione con più boschi? Dipende dal parametro considerato.
Se analizziamo la superficie totale, la Toscana è la regina indiscussa con circa 1,2 milioni di ettari, il 10% dell’intero patrimonio nazionale. Tuttavia, il primato cambia se consideriamo il coefficiente di boscosità (rapporto tra boschi e grandezza del territorio): in questo caso è la Liguria a guidare la classifica con il 72% di superficie coperta, seguita dalla Provincia autonoma di Trento (64%) e nuovamente dalla Toscana (52%).
Per quanto riguarda la continuità verde, il record italiano spetta alla Sardegna, nel Parco del Sulcis, dove si estende una distesa ininterrotta di quasi 70.000 ettari. È come coprire 4 volte la superficie della città di Milano.
Tutti questi aumenti, però, sono spesso l’esito dell’abbandono di pascoli e campi agricoli: una crescita spontanea che, senza una guida scientifica, può esporci a pericoli sottovalutati.
Perché un bosco che cresce da solo può essere un problema?
Spesso ci si chiede perché intervenire quando la natura sembra cavarsela autonomamente. La risposta risiede nella vulnerabilità agli eventi estremi. Solo tra gennaio e ottobre 2025, in Italia sono bruciati oltre 94.000 ettari, praticamente il doppio rispetto al 2024.
Un bosco non gestito è spesso fragile:
- In montagna: i tempi della natura sono troppo lenti per proteggerci dal dissesto idrogeologico dopo incendi o schianti da vento. Abbiamo bisogno di interventi per velocizzare il ripristino dei versanti e stabilizzare il suolo.
- In pianura: le specie invasive (esotiche) tendono a colonizzare i terreni agricoli abbandonati, destabilizzando la biodiversità locale.
- Malattie e parassiti: estati calde e siccitose rendono le piante vulnerabili, come dimostra l’emergenza della Cocciniglia tartaruga che sta decimando i pini nel Lazio.
Ecco perché in WOWnature non ci limitiamo solo a piantare, ma applichiamo un metodo scientifico di gestione a 360 gradi.
Cosa significa gestire un bosco?
Gestire significa operare con competenza per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema. Ad oggi, purtroppo, solo il 15% delle foreste italiane ha un piano di gestione attivo. Senza pianificazione, perdiamo l’opportunità di rendere i boschi resilienti.
Proprio in questa direzione lavora il progetto LIFE ClimatePositive, iniziativa co-finanziata dall’Unione Europea che coinvolge i maggiori esperti del settore. Il progetto mira a superare la frammentazione delle proprietà forestali promuovendo l’associazionismo: gestire insieme i territori per renderli più forti.
Tra gli strumenti pratici messi in campo dal progetto troviamo:
- Toolkit per le associazioni forestali SMART: un supporto per la nascita e il rafforzamento delle organizzazioni dei proprietari.
- Carbon Tool: una piattaforma scientifica che permette di valutare quanto carbonio può essere stoccato nei boschi, guidando le decisioni tecniche.
- Valorizzazione economica: il riconoscimento dei crediti di carbonio per incentivare una gestione sostenibile e duratura.
Quanti boschi ci sono in Italia?
Il fatto che i boschi stiano aumentando in Italia non è un punto di arrivo, ma una responsabilità. Se vuoi comprendere meglio la differenza tra un’espansione naturale incontrollata e una foresta gestita con metodo scientifico, guarda il nostro video YouTube: ‘Quanti boschi ci sono in Italia?’.
Vuoi passare all’azione? Scegli il tuo progetto preferito, adotta un albero e vieni in foresta a piantarlo insieme al nostro team. Ti aspettiamo in campo per rendere i nostri boschi veramente resilienti.



