Olimpiadi di Tokyo 2020: una foresta olimpica per diventare Climate Positive

Per compensare le emissioni di Tokyo 2020 verrà piantata una “foresta olimpica” in Mali e Senegal, in modo da per arginare l’avanzata del Sahara e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

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Una foresta olimpica per Tokyo 2020

Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha dichiarato che verranno piantati 355mila alberi negli stati del Mali e del Senegal come soluzione per compensare le emissioni di CO2 generate dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 che inizieranno il prossimo 23 luglio e termineranno domenica 8 agosto. Gli alberi andranno a creare una sorta di “foresta olimpica” e saranno parte della Grande Muraglia Verde, un progetto di grandissime dimensioni di cui abbiamo diffusamente parlato in questo raccontoWOW.

“La foresta olimpica ci aiuterà a diventare climate positive“, ha dichiarato Thomas Bach, presidente del Cio. In realtà, sono due le parole importanti nella comunicazione del Comitato olimpico internazionale su questa iniziativa: nativi e inevitabili.

Gli alberi che verranno piantati nella foresta olimpica del Mali e del Senegal sono tutte specie autoctone. Scelta assolutamente non banale e scontata perché, molto spesso, vengono piantate specie aliene come pini o eucalipti, oppure specie a crescita rapida che fanno sempre molto effetto a livello mediatico ma che sono sempre più dannose per gli ecosistemi. Questa imponente opera di riforestazione permetterà di piantare alberi su una superficie di circa 2120 ettari in 90 villaggi: nel gennaio del 2020 il Comitato Olimpico si è impegnato a diventare Climate Positive entro il 2030 e ciò significa che nel prossimo decennio rimuoveranno più CO2 dall’atmosfera di quanta ne emetteranno.

Il nostro progetto in Burkina Faso e gli eventi Climate Positive

Agire per noi è un imperativo categorico ma è necessario affidarsi all’etica, alla scienza e ad una buona governance per essere veramente efficaci in qualsiasi tipologia di progetto. Per questo motivo abbiamo attivato un progetto in Burkina Faso, con l’obiettivo di dare vita ad un processo di empowerment femminile capace di supportare la comunità locale per renderla autosufficiente stiamo lavorando a un progetto di riforestazione sociale che ti permette di adottare delle specie fondamentali per la sussistenza dei villaggi: il Baobab, il Karité, la Moringa, il Neré sono tutte specie che, oltre a contribuire a combattere la desertificazione, contribuiscono alla formazione delle donne burkinabé rispetto alla cura e alla lavorazione dei frutti di questi alberi in prodotti finiti, ad uso sia alimentare che cosmetico.

Ci troviamo oggi a dover affrontare una crisi ecologica senza precedenti nella storia della civiltа umana: cambiamento climatico, perdita di biodiversità, deforestazione, inquinamento atmosferico, isole di plastica galleggianti negli oceani e perdita di suolo sono solamente alcuni degli effetti visibili causati dall’eccessiva pressione esercitata sulle risorse naturali e dalla nostra incapacità di modificare alcune abitudini alimentari e d’acquisto.

Diviene necessario adottare strategie, misure e politiche visionarie e strutturali, che permettano di ridurre ed evitare gli impatti negativi fin dal principio, arrivando solo infine a supportare chi ogni giorno si prende cura o ripristina la natura con attività che producono impatti positivi, aiutandoci quindi a lasciare dietro di noi un mondo migliore. Solo così potremmo rispondere veramente alla domanda sempre più forte delle persone che ricercano il benessere nella natura, cogliendo anche l’opportunità di attirare e circondarci della parte crescente di popolazione sempre più sensibile che chiede ad aziende e politici scelte coerenti, valoriali e sostenibili, premiando chi intraprende questa strada.

Per questo motivo diventare Climate Positive è uno degli obiettivi e delle sfide del nostro secolo.