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In Val di Fiemme i lavori continuano

Gli interventi di impianto inizieranno tra l’autunno di quest’anno e la primavera del prossimo.

In Val di Fiemme si sta lavorando intensamente allo sgombero della legna caduta a terra a causa del maltempo e alla pulizia delle aree, anche se il lavoro da fare resta ancora tanto. Basti pensare che sono stati recuperati circa 100.000 mc di legname su oltre 300.000 a terra.

Una grande differenza rispetto alle altre aree colpite dalla tempesta Vaia è rappresentata dalla presenza della Magnifica Comunità di Fiemme, gestore di molti boschi della valle: avere una realtà omogenea, coordinata e con grande capacità operativa ha permesso di velocizzare al massimo le attività di ripristino, che stanno quindi procedendo a ritmo serrato. La Magnifica ha anche due vivai di proprietà che stanno producendo le piantine che verranno utilizzate per gli interventi di impianto che inizieranno tra l’autunno di quest’anno e la primavera del prossimo.

 

Il sostegno di WOWnature e di tutte le persone che hanno deciso di far crescere un albero in Val di Fiemme permetterà di rendere più resiliente la struttura dei famosi boschi della valle anche grazie alla messa a dimora di specie diverse.

 

Inoltre, in molte aree si stanno installando barriere paramassi, paravalanghe e altre opere di difesa necessarie per la sicurezza; prima questo lavoro lo faceva il bosco grazie ai suoi alberi e alle loro radici!


 

Non hai ancora partecipato al progetto e vuoi sostenere il bosco in Val di Fiemme? Clicca qui

Vuoi maggiori informazioni sul progetto e sulle aree coinvolte? Visita la pagina host.

Sei interessato a capire meglio i danni arrecati dal dalla tempesta Vaia? Leggi l’approfondimento.


 

Sono 400 mila i baby alberi (abeti rossi e larici) che stanno crescendo nei vivai della Magnifica Comunità di Fiemme, sulle Dolomiti, in Trentino. “È il nostro modo di aiutare le foreste a ripartire dopo la tempesta Vaia – spiega il tecnico forestale Ilario Cavada – perché altrimenti i tempi della rinnovazione naturale sarebbero molto più lunghi e molti versanti rischierebbero di franare sotto le piogge”. Servono 4 anni – e una serie di procedure – prima che un baby albero sia pronto per essere piantato nel bosco: ecco la loro storia, raccontata dal mini documentario di Andrea Selva dal titolo “La primavera delle foreste”

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