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Novembre 2024 – Aggiornamenti dal Burkina Faso

 

Nel cuore del Burkina Faso, il progetto di riforestazione sociale promosso da WOWnature, in collaborazione con l’ONG AES-CCC di Padova, ha una duplice missione: combattere la desertificazione e potenziare l’emancipazione femminile nelle comunità rurali. In questo video ti raccontiamo gli ultimi progressi del progetto.

 

L’importanza delle donne e degli alberi nella riforestazione

In Burkina Faso, le donne rappresentano una colonna portante delle comunità rurali, contribuendo in modo sostanziale alla sussistenza delle loro famiglie e all’economia locale. WOWnature ha scelto di coinvolgere direttamente le donne nella gestione e nella cura degli alberi di Baobab, Karité, Moringa e Neré. Questi alberi, scelti per il loro valore ecologico e per i loro molteplici usi, sono fondamentali non solo per frenare l’avanzata della desertificazione, ma anche per offrire alle donne burkinabé la possibilità di acquisire competenze nella gestione ambientale e nella produzione di prodotti naturali. Infatti, le donne imparano a prendersi cura degli alberi e a trasformare i loro frutti in oli e burri, utilizzati tanto nell’industria alimentare quanto in quella cosmetica. Questa produzione locale contribuisce all’economia della comunità. 

 

Verso una certificazione biologica e un commercio equo e solidale

La commercializzazione dei prodotti derivati dagli alberi di Baobab, Karité e Moringa avviene prevalentemente nei mercati locali e nella capitale, ma il progetto guarda al futuro con l’ambizione di espandere la rete di distribuzione anche a livello internazionale. Alcuni prodotti hanno già ottenuto la certificazione biologica ECOCERT, un riconoscimento che ne attesta la qualità sostenibile, e si sta lavorando per ottenere l’adesione alle reti del commercio equo e solidale, aprendo nuove prospettive per l’esportazione europea.

 

Il ruolo della stagione delle piogge 2024 e i nuovi alberi

Durante la stagione delle piogge di quest’anno, tra luglio e settembre, sono stati piantati nuovi alberi di Neré e Baobab. Le piante sono state trasferite dai vivai alla zona designata per la riforestazione nel villaggio di Zider. Questi alberi si aggiungono ai 5.000 già piantati negli anni passati, grazie al sostengo di cittadini e aziende, che hanno scelto di fare la propria parte per contrastare la desertificazione e generare un impatto sociale sulla vita delle persone. 

 

Guarda il video di aggiornamento!

 

Luglio 2022 – Aggiornamenti dal Burkina Faso

 

Con il tuo supporto, dall’avvio del progetto, abbiamo piantato 5.000 nuovi alberi di karité, baobab, moringa e neré. Oltre 3.000 di questi sono stati piantati tra giugno e luglio 2022: l’unico periodo durante il quale si possono piantare nuovi alberi e arbusti in un contesto climatico come quello del Burkina Faso perché sono i mesi più piovosi.

Le 2.000 piantine messe a dimora nel 2020 e 2021 stanno benissimo! Nonostante le piogge scarse, le donne curano gli alberi, che irrigano quando necessario. È soprattutto il caso del moringa, che si pianta all’interno di sistemi agro-forestali. Il karité e il neré, invece, resistono molto meglio al secco, perciò bastano dei piccoli interventi di cura e protezione. In questi contesti, ci aiuta anche l’agro-forestazione: alcuni alberi di baobab e moringa vengono piantati in concomitanza di un piccolo orto, perché si generino benefici reciproci tra le due componenti.

 

Una certificazione ottenuta e una in arrivo

Ci hanno comunicato un’altra importante novità. L’Unione de Femmes ha ottenuto la certificazione ECOCERTper la commercializzazione di cosmetici biologici o naturali secondo il disciplinare COSMOS. Come sai, le donne combinano la lotta alla desertificazione e alla crisi climatica con la necessità di ottenere prodotti utili per il sostentamento della comunità. Per questo, piantano specie da cui ricavare farine, burri, oli alimentari ed essenziali, per poi venderli nei villaggi limitrofi, ma anche nella capitale Ouagadougou.

Non è finita! Come ulteriore garanzia di qualità dei loro prodotti, stanno lavorando per aderire all’organizzazione del commercio equo e solidale, la World Fair Trade Organization (WFTO), che gli consentirà di esportare i loro prodotti anche in Europa. Sarà un grande passo per generare maggiore valore aggiunto ai loro prodotti e stabilizzare la loro fonte di reddito derivante dalla gestione sostenibile delle aree verdi. 

Grazie infinite a tutti voi che avete deciso di sostenere questo progetto adottando un albero. Il nostro lavoro però non è ancora finito: vogliamo alzare l’asticella e piantare insieme altri 10.000 alberi!

A fine luglio 2022, la presidente della Union de Femmes de Garango e il referente dell’associazione AES-CCC per il Burkina Faso, in visita in Italia, sono passati a trovarci in ufficio e ci hanno aggiornati di persona.

News dal Burkina Faso: come stanno i nostri alberi?

Ottobre 2019 – Aggiornamenti dal Burkina Faso

Continua il nostro viaggio in Burkina Faso con il progetto Risorsa Terra. Grazie anche alla community di WOWnature possiamo fornire assistenza a decine di famiglie e comunità per migliorare la loro sicurezza alimentare.


Siamo tornati in Burkina Faso per continuare il nostro percorso e fornire supporto alle comunità che vivono nel sud del paese, con l’obiettivo di migliorare la situazione economica e alimentare delle famiglie di qui che spesso devono affrontare condizioni di povertà assoluta. La situazione politica poi non è certo delle più tranquille: il recente assalto armato a un distaccamento militare basato a Oursi, nel nord del paese, fa capire quanto sia labile l’equilibrio sociale e politico in queste zone.

Ma siamo convinti che anche col nostro aiuto, la popolazione possa raggiungere standard di benessere migliori. E magari una maggiore stabilità economica e sociale. Come? Con gli alberi. Grazie al progetto Risorsa Terra infatti siamo in grado di fornire non solo le piante, ma anche le migliori pratiche e tecniche agricole per farli crescere e produrre frutti che potranno fornire un supporto alimentare ed economico alle famiglie. Si chiama riforestazione sociale: gli alberi non vengono solo piantati per riforestare aree degradate, ma vengono scelti perché possano fornire un sostentamento alle comunità che li coltivano.

 

Dal karitè alla moringa, per migliorare la vita della comunità

Se nello scorso viaggio ci siamo concentrati sulla pianta di karitè, albero dalle mille proprietà, questa volta è il turno della moringa. La pianta è originaria dell’India ed è stata importata in Burkina Faso per scopi alimentari. L’attività di produzione è iniziata nel 2014 e ad oggi conta su circa 130mila piante, la maggior parte di queste che si trovano nel distretto di Dano, al confine col Ghana.

Nei ventiquattro villaggi nei quali sono stati distribuite le piantine, coltivate nei vivai sperimentali del progetto, abbiamo constatato l’effettiva difficoltà nella gestione dei micro vivai e la relativa distribuzione di piante. Gli alberi distribuiti a un prezzo simbolico sono stati comunque apprezzati dalle famiglie e verranno utilizzati per l’integrazione alimentare dei bambini.

 

Le proprietà della moringa

Negli ultimi anni la moringa viene annoverata tra i più come un “superfood” perché le foglie, commestibili, sono ricche di vitamine e sali minerali, come la vitamina C, la vitamina E e alcune del gruppo B. Tra i sali minerali invece abbiamo il potassio, oltre agli aminoacidi essenziali e sostanze antiossidanti. Anche i frutti sono commestibili, in zuppe e insalate e forniscono una buona dose di proteine. Insomma, si tratta di una pianta versatile e utile, tanto che in commercio esistono decine di prodotti a base di moringa.

Continuando il nostro viaggio nei villaggi visitati in prossimità di Dano è arrivata un’ottima notizia: abbiamo registrato un tasso di attecchimento delle piante elevato con circa 9 piante su 10 vive dopo un anno. Moringa e baobab sono le piante più apprezzate nelle immediate vicinanze dell’abitazione o villaggio poiché le fasi di controllo, raccolta e lavorazione delle foglie è più semplice.

Ottobre 2018 – Aggiornamenti dal Burkina Faso

Il nostro viaggio inizia in ottobre nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou. La più grande città del paese, centro culturale ed economico.

 

Dalla capitale ci spostiamo verso ovest per raggiungere alcuni villaggi e alcune cooperative dove il progetto Risorsa Terra è attivo ormai da qualche anno. Abbiamo un duplice obiettivo: verificare come sta procedendo la coltivazione dell’albero di karitè e come vengono gestiti i vivai, ma capire anche quali sono i limiti e le difficoltà che le comunità stanno incontrando, per fornire loro le possibili soluzioni.

 

Mentre siamo in viaggio penso al motivo che ci ha portati qui: il Burkina Faso è fra i paesi più poveri al mondo, dove più dei due terzi della popolazione vive in condizioni di miseria. Per questo la malnutrizione infantile è largamente diffusa. Certo la soluzione non è dietro l’angolo, ma noi abbiamo gli strumenti, ne son convinto. Per questo abbiamo scelto l’albero di karitè (Vitellaria paradoxa): la produzione media per una singola pianta varia tra i 10 e i 20 kg, la quale inizia a produrre dal 15 anno di vita. Una pianta matura riesce a produrre anche 80 chilogrammi di noci fresche! Si tratta di un ottimo investimento che può cambiare le sorti di interi villaggi. Inoltre il burro di karité probabilmente avrà un notevole sviluppo nei prossimi decenni, come sostituto dell’olio dei grassi idrogenati o del grasso animale nel mercato internazionale.

L’albero di karité dà lavoro a centinaia di donne

È tempo di andare “sul campo” a toccare con mano i vivai e vedere come i villaggi lavorano la noce dell’albero di karité. La terra rossa qui è fertile e la vegetazione è ancora lussureggiante. Anche questo paese però è stato colpito da fenomeni siccitosi o alluvionali, che confermano che il cambiamento climatico non ha confini. Nei pressi di Tenkodogo abbiamo verificato le varie fasi della trasformazione della noce di karité. Trasformazione che ha mostrato tutti i suoi limiti: la fase di cottura in acqua bollente non risulta essere un fattore di contaminazione diretta della materia prima ma l’uso di acque superficiali anziché di pozzo possono contaminare il prodotto in modo irreversibile. Infatti in acque superficiali ci può essere una massiccia dose di pesticidi comunemente utilizzati nell’agricoltura familiare. Un altro punto critico è l’essiccazione a terra poiché è condotta nell’aia del villaggio in presenza di animali e in condizioni igienico sanitarie molto critiche. Con l’aiuto dei formatori locali abbiamo così suggerito alcuni piccoli accorgimenti, come l’essiccazione delle noci sopra un piano rialzato, che riduce il pericolo di contaminazione del prodotto.

 

Nei villaggi del progetto Risorsa Terra, ci viene spiegato che la maggiore minaccia alla crescita delle piantine messe a dimora è la presenza diffusa del bestiame al pascolo, soprattutto capre; per questo insieme agli abitanti si è pensato di adottare qualche accorgimento, ovvero protezioni con rami di piante spinose mentre, nel caso di famiglie con qualche disponibilità economica, è possibile adottare delle strutture di protezione miste con paleria di legno e rete di plastica o rami di piante spinose intrecciati (da preferire comunque alla plastica).

 

Al di là delle ovvie difficoltà, sono le parole delle famiglie del villaggio che ci fanno capire che siamo sulla strada giusta. Non solo, l’albero di karité è stato inserito come potenziale pianta da alimento per la famiglia, soprattutto per l’integrazione alimentare dei bambini. Nei villaggi visitati in prossimità di Dano, il tasso di attecchimento delle piante è stato elevato, con circa 9 piante su 10 vive dopo un anno.

 

Possiamo tornare a casa con una certezza: l’albero di karité sta davvero cambiando la vita di queste famiglie e questo anche grazie ai sostenitori che hanno adottato una pianta attraverso WOWnature.

 

Che cos’è il progetto Risorsa Terra
Nato dal 2014 grazie a un’iniziativa della Regione Veneto, il progetto Risorsa Terra oggi vede collaborare 11 partner internazionali (fra i quali ricordiamo ACSA, AES-CCC, I Care e ProgettoMondo Mlal ed Etifor, consulente tecnico e creatore di WOWnature).

I partner hanno unito le loro conoscenze e realizzato un percorso di formazione per insegnare alle donne locali come utilizzare i prodotti della natura, promuovere la consapevolezza del loro ruolo nella società, con particolare attenzione ai temi della sicurezza nutrizionale.

 

Fino ad oggi sono stati piantati 2200 alberi, ma l’obiettivo è di arrivare a 10.000.

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