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Come piantiamo in montagna

La montagna è un ambiente totalmente differente dalla città. Ecco perché seguiamo tecniche diverse.

Spesso ce lo dimentichiamo ma la natura “pianta a caso”, non segue uno schema preciso e conta soprattutto sulla quantità di semi disseminati in un’area più o meno vasta. Per questo nel momento in cui si decide di piantare nuovi alberi in montagna è necessario riflettere sia sul tipo di specie, che sulle modalità di messa a dimora.

 

Meglio lasciar fare alla natura

Come vi abbiamo già raccontato nel post precedente, ciò che è importante tenere in considerazione quando si pianta un bosco cittadino è che questo possa crescere velocemente ed essere mantenuto facilmente. Diverso è il discorso per quanto riguarda la montagna.

Soprattutto nel caso di aree colpite da tempeste, come nel caso di Vaia che ha interessato gran parte dell’arco alpino, la parola d’ordine è diversità. Vaia è stata sicuramente una disgrazia per i territori colpiti, ma ci ha anche dato la possibilità di fermarci a ragionare su quello che è stato fatto e su cosa potrà essere fatto in futuro.

Come ricorda il professor Roberto Del Favero, ordinario di selvicoltura industriale e alberature dell’Università degli Studi di Padova: “È comunque essenziale in queste formazioni cercare di mantenere una buona mescolanza fra conifere e latifoglie affinché la lettiera prodotta consenta un’attività biologica equilibrata del suolo”. I boschi di latifoglie sono a tutti gli effetti più resistenti alle tempeste rispetto a quelli di conifere, specie per le tempeste invernali. I boschi irregolari tendenzialmente resistono meglio in rapporto a quelli omogenei.

 

La montagna ha le sue regole

Specie diverse crescono e competono in maniera diversa, ricreando condizioni che tendono ad essere stabili e resilienti nel tempo, anche a fronte di eventi estremi che tendono ad essere sempre più numerosi a causa dei cambiamenti climatici.

Per ricreare condizioni simili a quelle presenti in natura e contenendo allo stesso tempo i costi, utilizziamo spesso il metodo di impianto di gruppi eterogenei: cioè piantiamo specie diverse senza seguire linee o forme geometriche in gruppi più o meno numerosi. La scelta di fare impianti “a gruppi” è anche dovuta al fatto che gli alberi singoli risulterebbero più “deboli” ed esposti al maltempo.

Grazie al vostro supporto le opere di riforestazione con gli alberi adottati nelle cinque aree di cui ci stiamo occupando sono già iniziate, e si intensificheranno nella primavera 2020. Guarda le foto dei primi impianti WOW!

 

Hai altre domande su come realizziamo i nostri progetti?

Continua a seguirci e consulta la sezione FAQ del nostro sito =) e leggi anche il nostro post su come scegliamo i nostri alberi

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