“Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame”: perché la neve fa bene alle nostre piantine?

“Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame” è un vecchio proverbio contadino e dice la verità: la neve, quando cade e rimane sul terreno per un pò di tempo, oltre a far diventare magico il paesaggio e renderlo di una bellezza quasi imbarazzante, apporta numerosi benefici e fertilità alle colture. Siamo stati a Tombal (Enego), zona di uno degli ultimi impianti della stagione, a vedere come stanno le piantine che avete adottato.

I benefici della neve: protezione del suolo, riserva idrica e fertilità per le piante

Non avete mai sentito il proverbio “sotto la pioggia fame, sotto la neve pane?”: secondo la tradizione ed esperienza contadina maturata nei secoli, per avere un ottimo raccolto è molto meglio una copiosa nevicata che un’abbondante pioggia. Si potrebbe esser portati a pensare alla neve come fattore negativo per l’agricoltore e per qualsiasi pianta o albero, ma essa ha invece una grossissima importanza biologica nel ciclo delle stagioni: protegge il suolo sottostante dalle gelate e dà la possibilità alle piante di salvaguardarsi. Non sottovalutiamo quindi, anche in tempi di grandissimo freddo, i benefici della neve: un lavoro naturale – in parte anche “misterioso” – svolto proprio dai fiocchi di neve a beneficio dell’intero ecosistema e in particolare del benessere delle piante e degli alberi.

In questo mini-video in cui il nostro Lucio Brotto – Co-founder and Business Development Director at Etifor | Valuing Nature – ci racconta brevemente i benefici di abbondanti nevicati sul terreno e sulle piante che stanno crescendo.

La neve riveste un’importanza fondamentale per l’idratazione e la fertilità del suolo stesso. Se si assiste ad un inverno freddo e secco, con la mancanza quasi totale di precipitazioni sia piovose che nevose, la parte superficiale del terreno spesso congela e si indurisce notevolmente; addirittura nei luoghi esposti a nord il suolo può rimanere congelato per parecchio tempo e anche nelle ore centrali della giornata. La presenza della coltre nevosa si comporta come una coperta e non consente alla temperatura del terreno in questione di scendere al di sotto dello zero: infatti la temperatura sotto la coltre è decisamente più mite che al di sopra, permettendo anche di mantenerla costante per tutto il periodo in cui il terreno viene ricoperto. In seguito, con l’aumento delle temperature, lo scioglimento della neve determina una penetrazione dell’acqua anche in profondità, idratando il terreno e consentendo un buon sviluppo delle nostre piante.

E’ grazie alla neve che le radici delle piante, in pieno inverno, vengono isolate, con un effetto di coibentazione naturale, impedendo così al gelo di distruggerle o rovinarle. In pratica, grazie alla neve le piante vanno in letargo, la difesa più efficace contro il gelo. La neve quindi è una fondamentale alleata per le nostre piante, rivestendo un ruolo coadiuvante nella preparazione della fertilità e dell’idratazione del terreno. Ultima, ma non meno importante, funzione della neve è quella di proteggere le piantine dagli ungulati – camoscio e capriolo a queste altitudini ma anche stambecchi, cervi ecc – che potrebbero brucarle e quindi vanificare tutto il nostro lavoro d’impianto: con la neve a proteggerle questo pericolo è sventato.

Molti di voi, avendo adottato larici ed abeti in quest’area ma anche a Livinallongo, Alta Badia, Val di Sella, Val di Fiemme, Val di Zoldo ma anche foreste di pianura come il Parco Nord Milano, ci hanno scritto preoccupati per le grandi nevicate che hanno ricoperto le piante. Potete stare tranquilli: le vostre piante stanno benissimo e cresceranno sane e forti, come dimostrano le foto nella gallery scattate durante il week end a Tombal, Enego